kurl
10-02-2011, 21:43
Stasera mia madre (73 anni) mi ha riferito che ha avuto una multa mentre era dal medico per sosta in corsia riservata ai mezzi pubblici.
Dal racconto però credo che ci sia qualche motivo per dubitare della linearità della sanzione.
In pratica mentre tornava all'auto un vigile urbano (Polizia Municipale) le avrebbe detto che le sarebbe arrivata una multa a casa.
In effetti c'è un avviso di violazione del codice della strada, emesso dalla Polizia Municipale. In esso è segnato che il mezzo "sostava nella corsia riservata ai mezzi pubblici", con firma illeggibile dell'accertatore (uno solo) e un numero di matricola dello stesso.
Lo stesso avviso riporta che "L'infrazione non è stata contestata per assenza del trasgressore al momento dell'accertamento", è una dicitura prestampata.
Qui sorge il primo dubbio:
se "il trasgressore" è lì, davanti al Poliziotto Municipale, con la vettura in sosta vietata, perché non gli viene contestata l'infrazione? Forse perché l'agente ha già rilevato l'infrazione ed è già passato il "momento dell'accertamento"?
Il secondo dubbio che mi sorge:
se inoltre "il trasgressore" esibisce la documentazione medica, costituita da
- una "prescrizione di ricovero per intervento", redatto su modulario del Servizio Sanitario Nazionale - Regione Siciliana;
- una "Scheda di accesso in ospedale" per il ricovero citato;
entrambi appena redatti dal medico curante che ha studio proprio dove è stata commessa l'infrazione, il verbalizzante non ha obbligo di prenderne nota nell'apposito spazio previsto a questo fine nel modulo del verbale?
Capisco che bisogna aspettare la notifica del verbale, con la sanzione (78 euro + 2,4% = 79,872 euro), con la sanzione accessoria dei due punti e con la maggiorazione delle spese postali.
Ma viste le irregolarità di cui ai due dubbi da me prospettati, non conviene mandare subito una raccomandata A.R. con la richiesta di annullamento del verbale in autotutela, allegando copia della documentazione medica e descrivendo il comportamento dell'agente?
Tra l'altro non mi sembra tanto rispondente al vero che "il trasgressore" fosse assente, anche se in un momento immediatamente successivo a quello dell'accertamento dell'infrazione, "il trasgressore" era lì e anche in grado di supportare le motivazioni per cui ha commesso l'infrazione.
Detto ricorso in autotutela, in un successivo ricorso innanzi al Giudice di Pace, potrebbe anche avere un peso a favore del "trasgressore".
Dal racconto però credo che ci sia qualche motivo per dubitare della linearità della sanzione.
In pratica mentre tornava all'auto un vigile urbano (Polizia Municipale) le avrebbe detto che le sarebbe arrivata una multa a casa.
In effetti c'è un avviso di violazione del codice della strada, emesso dalla Polizia Municipale. In esso è segnato che il mezzo "sostava nella corsia riservata ai mezzi pubblici", con firma illeggibile dell'accertatore (uno solo) e un numero di matricola dello stesso.
Lo stesso avviso riporta che "L'infrazione non è stata contestata per assenza del trasgressore al momento dell'accertamento", è una dicitura prestampata.
Qui sorge il primo dubbio:
se "il trasgressore" è lì, davanti al Poliziotto Municipale, con la vettura in sosta vietata, perché non gli viene contestata l'infrazione? Forse perché l'agente ha già rilevato l'infrazione ed è già passato il "momento dell'accertamento"?
Il secondo dubbio che mi sorge:
se inoltre "il trasgressore" esibisce la documentazione medica, costituita da
- una "prescrizione di ricovero per intervento", redatto su modulario del Servizio Sanitario Nazionale - Regione Siciliana;
- una "Scheda di accesso in ospedale" per il ricovero citato;
entrambi appena redatti dal medico curante che ha studio proprio dove è stata commessa l'infrazione, il verbalizzante non ha obbligo di prenderne nota nell'apposito spazio previsto a questo fine nel modulo del verbale?
Capisco che bisogna aspettare la notifica del verbale, con la sanzione (78 euro + 2,4% = 79,872 euro), con la sanzione accessoria dei due punti e con la maggiorazione delle spese postali.
Ma viste le irregolarità di cui ai due dubbi da me prospettati, non conviene mandare subito una raccomandata A.R. con la richiesta di annullamento del verbale in autotutela, allegando copia della documentazione medica e descrivendo il comportamento dell'agente?
Tra l'altro non mi sembra tanto rispondente al vero che "il trasgressore" fosse assente, anche se in un momento immediatamente successivo a quello dell'accertamento dell'infrazione, "il trasgressore" era lì e anche in grado di supportare le motivazioni per cui ha commesso l'infrazione.
Detto ricorso in autotutela, in un successivo ricorso innanzi al Giudice di Pace, potrebbe anche avere un peso a favore del "trasgressore".