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Visualizza Versione Completa : art.187



Gianni_77
28-09-2009, 19:06
Salve a tutti, riassumo brevemente il mio accaduto; il 19/09/2007 mi ritirano la patente dopo esami delle urine postive alla cannabis, premetto che sono incensurato e mai avuto problemi nè sono stato conivolto in alcun incidente, gli agenti hanno trovato mozziconi sospetti in auto e mi hanno portato al pronto soccorso per l'esame; ho già fatto il secondo esame del capello, entrambi chiaramente negativi, ed ho ripreso dopo i primi sei mesi di sospensione la patente, però ho queste domande da fare:
1) da allora non ho ricevuto nessuna notifica di convocazione per il procedimento penale e la cosa mi crea un po' di tensione perchè non vedo l'ora di togliermi questo stato ansiogeno che non mi abbandona, quanto sono i tempi standard per essere convocati per tale procedimento?
2) al momento dell visita in pronto soccorso, i medici hanno detto agli agenti che solo l'esame del sangue accerta al 100% la positività e che l'esame delle urine non è imprescindibile e sicuro come quello ematico ma gli agenti hanno detto che a loro interesava quello delle urine, (fra l'altro svolto non in ambiente idoneo ma davanti ad un ascensore di servizio in corridoio quasi alla vista di altri pazienti sebbene fossero le ore 22) in più, come vedo fra altri casi, io non ero affatto in quel momento sotto alcun effetto di sostanza e anche il personale del pronto soccorso era a volte perplesso, tanto più che nel referto finale rilasciatomi appunto dal pronto soccorso vi è scritto descrivendomi con tre aggettivi: collaborante, vigile, orientato;
la mia domanda è la seguente: questi tre aggettivi che mi descrivono non inducono assolutamente, come infatti ero, a pensare di una persona in stato d'ebrezza da stupefacente, tanto più da cannabis che induce a confusione, a sposatezza anche di riflessi e l'esame delle urine ha effetto retroattivo di 30 giorni; in che modo posso difendermi a tal proposito, cosa mi consigliate di fare, avevo pensato ad una perizia medica ma non so bene; gli avvocati d'ufficio allora mi consigliarono comunque di patteggiare la pena ma non sapevano del certificato del pronto soccorso del quale me ne sono accorto diversi mesi dopo del contenuto;
3) cosa vuol dire che dopo due anni avviene l'estinzione della pena?

Chiedo per gentilezza un Vostro autorevole parere in merito, rimanendo a disposizione e ringraziandovi fin d'ora infinitamente, un saluto. Gianni.

Dott. Panicucci
28-09-2009, 19:49
salve,
i medici del pronto soccorso avevano perfettamente ragione: solo l'esame ematico consente di stabilire se al momento dell'accertamento è in circolo il principio attivo. Gli esami delle urine, riguardo alla cannabis, evidenziano soltanto l'uso pregresso della sostanza, in quanto il soggetto rimane positivo anche molti giorni dopo l'assunzione.
La norma punisce invece chi si trovi sotto l'effetto di stupefante al momento della guida, non punisce l'uso personale pregresso.
A tal proposito puo' consultare il sitto penali.it (http://www.penale.it) dove sono pubblicate molte sentenze recenti che assolvono dal reato previsto dall'art 187 proprio perchè gli esami delle urine non sono sufficienti a dimostrare la colpevolezza.
Il trascorrere del tempo nel processo penale non va quasi mai a danno dell'imputato: consideri infatti che in 5 anni il reato previsto dall'art 187 si prescrive.
Le consiglio quindi di attendere in tutta tranquillità e, solo nel caso in cui le arrivasse la notifica del decreto penale o dell'avviso di conclusioni indagini contatti (entro pochissimi giorni dalla notifica!) un bravo penalista valudando con l'avvocato la possibilità di fare l'opposizione al decreto penale e difendersi nel merito.
Cordiali saluti.

gino
29-09-2009, 12:02
Aggiungo soltanto che oltre a quello appena correttamente detto seconda certa giurisprudenza è essenziale anche un altro elemento congiuntamente alle analisi su urine E sangue ossia che il medico, unica persona competente in merito, descriva nei sintomi le caratteristiche tipiche ed attuali (ossia presenti in quel preciso momento) dell' assunzione della sostanza supefacente o psicotropa.

Secondo questa giurispudenza quindi il parere medico può prevalere persino sull' esame del sangue.

Petanto se tu possiedi documentazione scritta in cui si dice che eri vigile e orientato certamente ti potrà essere molto utile per difenderti in giudizio.

Rivolgiti a un avvocato competente ed esperto in questa materia specifica che certamente potrà fare qualcosa.

saluti

Gianni_77
29-09-2009, 14:21
Innanzitutto ringarzio infinitamente delle risposte il Dott. Panicucci e il Sig.Gino, veramente grazie;
sono andato a rivedere il certificato medico rilasciato dal pronto soccorso ed ho visto un punto che non mi è piaciuto molto, vi riporto alla lettera il contenuto:
-paziente vigile, orientato, collaborante
-pupille isocicliche normofotoreagenti
-PA135/90 FC 120 B/MIN R SPO2 99%..asintomatico
( il successivo è il punto che mi rende perplessso)
-si propone al paziente l'esecuzione di ECG ma il paziente rifiuta di sottoporsi ad altri accertamenti.
Questo tutto il contenuto;
in riferimento all'ultimo punto dico questo: è vero che mi sono rifiutato di fare l'ECG ma perchè volevo al più presto andarmene visto che era il pronto soccorso della mia città dove già purtroppo mi avevano visto delle persone che io conosco rovinandomi di fatto in un certo senso la mia reputazione se si può dire così, fatto ancora più doloroso che ho incontrato la mia ex fidanzata con la quale ho vissuto 7 anni con il suo attuale compagno che stavano aspettando il loro turno mentre io entravo con gli agenti, immaginatevi la scena e come mi possa essere sentito io in quel momento per lei e per le altre persone che purtroppo conoscevo visto che ho anche un occupazione in vista nella città; non vedevo l'ora di andare via ed è per questo che non volevo rimanere un attimo in più ma non è vero che mi sono rifiutato di fare alcun altro accertamento, come ho già detto sono stati gli agenti a volere il solo esame delle urine e non del sangue anche perchè, se me l'avessero imposto loro non mi sarei potuto certamente rifiutare e non io che non l'ho voluto, sempre che "altri accertamenti" riportati nel certificato medico intendano anche questo; alla fine aiutavo io stesso gli agenti, per la compilazione del verbale da loro rilasciato, pensate che siamo usciti la prima volta dal pronto soccorso che gli agenti pensavano che avessi già fatto l'esame, allorchè io gli ho detto..."oh ma ragazzi, guardate che ho ancora vuota la provetta...per favore...facciamo presto qui...c'è gente che mi conosce...,allora si sono guardati e mi hanno riportato di nuovo dentro per fare quest'esame, in più e concludo, anche i sanitari del pronto soccorso avevano notato una poca riservatezza nello svolgimento tanto più che LORO STESSI (3 o 4 dell'equipe del pronto soccorso) sono venuti all'esterno del pronto soccorso per concludere senza ulteriori perdite di tempo e della mia immagine, che ormai se n'era andata, la "pratica" medica mentre io e gli agenti compilavamo il verbale sopra la loro auto; scusate se mi sono dilungato in questi particolari ma l'ho fatto per cercare di farvi capire come mi potessi sentire in quel momento, il mio funesto stato d'animo e soprattutto il perchè mi sono rifiutato di fare l'ECG; comunque mi orienterò come giustamente mi avete consigliato, Vi ringrazio ancora tantissimo. Gianni.
Gianni.

gino
30-09-2009, 12:28
Gianni posso capire il tuo sfogo ma francamente non ha alcuna rilevanza processuale a mio avviso.

L' unica cosa importante è che tu possiedi documentazione in cui si rileva chiaramente che non eri sotto l' effetto di sostanze in quanto vigile e orientato e con pupille normali.
L' ecg a mio avviso non c'entra nulla in quanto nemmeno il miglior cardiologo del mondo potrebbe rilevare l' utilizzo di cannabis da un ecg..

Attendi l' eventuale decreto penale e quando ti arriva vai da un avvocato di comprovata esperienza per discutere il dafarsi.

A mio modesto avviso nel tuo caso specifico non esiste alcuna guida sotto l' effetto di sostanze stupefacenti, come prova la documentazione in tuo possesso.

Potresti quindi ottenere la piena assoluzione rispetto al reato a te ascritto in quanto il "fatto non costituisce reato".

Poi ovviamente non si può essere certi di nulla e comunque l' avvocato non lavora gratis e magari dovrai fare pure una - costosa - perizia medica di parte.

In ogni caso per avere ragione bisogna combattere altrimenti nessuno te la regalerà mai.

saluti